Gastone e il Ballo del Mattone

Gastone attonito guarda

L’impolverato pavimento
Come un Daltonico.
Accende il Grammofono
E piroetta alla melensa nenia
Quasi fosse all’Operà
Ad ascoltar Puccini,
Col Graduca e la Mammà.

C’è nell’aria una Promessa
Che persin la fiammella sghemba
Del focolare tristo gli fa amare.
Persino la Città fumosa
Gli par adesso fiabesca e cara,
Smussata da una caligine
Stanotte schietta e consolante.
Sarà che l’ingombrante Cuore
Al fin tracimi, traboccante?

Ma nel Ballo anomalo
Mentre il vecchio disco

Saltabecca, s’ingolfa pedestre:
Dalla zampa del tavolo
Riceve una sgambetta,
Poi fa un capitombolone:
E’ atterrato sul mattone.

Nell’occhio bistrato, che paradosso!
infin ha un dolce sorrisone:
pensa alla vita, all’Occasione

(a dispetto dell’orizzontale
e stramba sua Posizione).

Gastone e il Ballo del Mattoneultima modifica: 2004-12-09T20:25:10+01:00da gas_tone
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